L'incidente del Maggiolino, la prigione del dottore e l'illusione dell'amore (Versione Unificata)
Nota dell'autrice: Per comprendere appieno la tensione di questa storia, è necessario spiegare che tra il 1973 e il 1985 l'Uruguay ha vissuto sotto una rigida dittatura militare.
In quegli anni di fatto, il controllo delle forze armate era assoluto e i diritti civili erano sospesi. La rigidità dell'epoca colpiva da vicino i circoli dei miei genitori. Un dottore, carissimo amico di famiglia, fu arrestato dalle forze dell'ordine e condotto in carcere, dove rimase confinato per lunghi anni. Il suo unico reato? Aver adempiuto al proprio dovere professionale ed etico curando un guerrigliero tupamaro ferito.
In mezzo all'orrore della prigionia, l'amore trovò una fessura per manifestarsi. Mia madre mi raccontò che questo medico scriveva alla moglie dalla cella delle lettere strazianti. In una di esse impresse alcune delle parole più romantiche che io abbia mai letto in tutta la mia esistenza, versi che, durante la mia adolescenza, mi aiutarono profondamente a credere nell'utopia dell'amore vero:
«Non so cosa fare per calmare la mia mano destra...
Posso solo scrivere il tuo nome».
Tristemente, la storia in carne e ossa non ebbe un finale da film.
Dopo la fine della dittatura, quando lui recuperò la libertà, la coppia finì per divorziare. Quel romanticismo così potente, che funzionava a meraviglia e con assoluta devozione mentre erano tragicamente separati dalle sbarre, non riuscì a resistere alla prova della convivenza quotidiana in libertà, né ai cambiamenti psicologici ed emotivi che entrambi, inevitabilmente, avevano subito nell'intermezzo di così tanta assenza. Il ritorno alla normalità finì per appassire ciò che l'isolamento aveva idealizzato.
Fu in questo clima di tensione che la mia famiglia visse il proprio bando giudiziario...