Racconti brevi

Il quaderno delle vacanze e il mio debutto ufficiale come scrittrice

Il quaderno delle vacanze

Quando finii il quarto anno della scuola elementare, mia madre Mabel prese una decisione che avrebbe segnato un prima e un dopo nel mio destino, anche se sul momento non sembrava affatto così.

Mi comprò un "quaderno delle vacanze" con il fermo obiettivo di farmi mettere a completarlo durante le lunghe e interminabili ore della siesta a La Paloma.

Quel libretto era pieno di tantissime attività di lingua e matematica, simili ai compiti tradizionali che assegnavano le maestre durante l'anno scolastico, ma più interessanti.

Nel vedere quel regalo, inorridii completamente alla sola idea di passare le mie vacanze a studiare. Tuttavia, le vie della mente sono misteriose. Sedendomi all'ombra a La Paloma, scoprii con immenso stupore che fare quei compiti nelle mie ore di totale tempo libero, senza nessuno che mi facesse pressione con un voto e risolvendo esercizi che mi sembravano genuinamente interessanti, era qualcosa di estremamente divertente!

In quel preciso momento, circondata dal silenzio della estancia, cominciai a intravedere un profondo concetto pedagogico che mi avrebbe richiesto lunghi anni di età adulta per essere elaborato e teorizzato in modo professionale: imparare è divertente!

A me, in particolare, affascina studiare. Questo amore per la conoscenza si è andato nascondendo e sviluppando molto lentamente con il passare del tempo; mi è costato moltissimo riconoscerlo in me stessa e accettarlo senza sensi di colpa, ma una volta che l'ho fatto mio, è arrivato per restare.

Dalle sieste in La Paloma alle pagine di una rivista scolastica

Questo piccolo racconto sulle sieste della mia infanzia custodisce, inoltre, una bellissima storia.

Molti anni dopo, quando ero già una donna adulta, frequentai il corso di Didattica I presso l'Istituto dei Professori Artigas (IPA). Anni più tardi, decisi di inviare questo testo al professore che aveva fatto da mio tutor (adscriptor), con il quale sono sempre rimasta in contatto, sebbene non stretto.

Nel sistema educativo uruguaiano, questo docente è una figura che guida i futuri insegnanti nel tirocinio pratico. Non frequentiamo le sue lezioni per imparare la materia in sé —conoscenza che padroneggiamo già a livello accademico—, ma per apprendere la gestione della classe, l'uso di strategie didattiche e l'arte di trasmettere correttamente il sapere agli studenti.

Con mia assoluta sorpresa, al docente piacque così tanto il racconto che mi chiese con totale entusiasmo se mi andasse bene pubblicarlo su una rivista interna del centro educativo in cui lavorava.

Ovviamente gli risposi di sì, lusingata dal gesto. A partire da quel debutto, e per diversi mesi, continuai a mandargli vari racconti brevi che lui pubblicava fedelmente, numero dopo numero.

L'anno successivo, a quanto pare, le condizioni burocratiche del liceo cambiarono, le autorità si fecero più rigide e non vollero più accettare collaborazioni di autori esterni.

Tuttavia, al di là della fine di quel ciclo, mi è rimasta una soddisfazione immensa nell'anima: sapere che i ricordi della mia infanzia erano arrivati così al cuore di un collega da spingerlo a volerli stampare e condividere con i suoi alunni.

Fu il primo avviso che le mie storie meritavano di essere raccontate.

Nota dell'autrice: La Paloma è una celebre località balneare situata nell'est dell'Uruguay. È famosa per le sue imponenti spiagge oceaniche bagnate dall'Atlantico, un paradiso naturale che attrae molto turismo internazionale per la bellezza selvaggia delle sue coste




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