Mia madre mi raccontò che, al tempo di mío bisnonno, non essendoci i test scientifici di paternità, i giudici di campagna generalmente davano ragione alle donne. Lo facevano pensando analiticamente che loro avessero molte più difficoltà nel riuscire a costruirsi un futuro dignitoso nella vita. Se i padri riconoscevano i figli spontaneamente, meglio per i registri. Questo a volte accadeva di contrabbando nelle ultime volontà dei testamenti, e il resto della famiglia ufficiale non scopriva l'esistenza di quei fratelli segreti fino a quel preciso momento nel salotto.
Ma, se non lo facevano, i giudici dovevano prendere una decisione nei tribunali e suppongo, nel mio foro interiore, che in molti casi i figli non riconosciuti non fossero affatto figli biologici. Le donne scaltre li attribuivano a un presunto padre facoltoso e con un buon capitale economico per ottenere immediatamente i benefici del caso.
Non invidio affatto il compito di quei magistrati di un tempo, incaricati di determinare sulla scrivania il destino di un neonato innocente; una faccenda tremenda che poteva rompere matrimoni di anni e generare rancori di ogni tipo nel paese.
Mio bisnonno Pedro ignorò in modo superbo sua moglie, Isabel Aldama, finché lei non morì prematuramente; e subito dopo fu travolto da un dolore disperato, comprendendo troppo tardi l'immensa perdita che aveva subito in casa.
Questo, com'è naturale, non piacque affatto ai suoi figli, che si schierarono immediatamente e con fermezza dalla parte della madre sofferente. Ma i figli, dopotutto, non avevano la minima colpa di ciò che avevano fatto i genitori nella vita privata, né avevano chiesto di nascere.
È un tema estremamente pollemico e che può presentare diverse letture...