Racconti brevi

Il teatro in campagna

Una delle cugine di mia madre, che chiamano Techy, organizzava sempre delle recite a teatro in campagna.

Ne ricordo una in particolare, una versione tutta nostra de "Le mille e una notte", in cui suo figlio, di circa 10 anni, faceva il sultano e io, che avrò avuto un paio d'anni di più, la principessa Sherazade. Lui indossava un pigiama di sua madre e un bastone come spada; il costume era fatto davvero bene. Credo che gli avessero dipinto i baffi con una matita nera per gli occhi.

Io indossavo una vestaglia di mia madre; non assomigliava minimamente a ciò che indossa una donna in un harem, ma era quello che c'era a portata di mano. Come si dice, la necessità aguzza l'ingegno.

Due delle mie sorelle erano le mogli infedeli. I loro quattro secondi di recitazione consistevano nel passare sul palcoscenico mentre venivano sgozzate. Un'altra mia sorella faceva “Il Gran Visir”.

C'era una porta a due ante che originariamente era stata la porta d'ingresso della casa. Di solito una delle ante rimaneva chiusa, ma quel giorno, essendo un'occasione così importante, le aprirono entrambe e invitarono i braccianti e il fattore con la sua famiglia. Inoltre c'erano i miei genitori e i miei zii.

La casa in origine aveva un porticato, ma mio padre lo aveva chiuso creando una stanza in più, che faceva da palcoscenico. Così, il pubblico ci guardava dalla sala da pranzo attraverso la porta a due ante.

Quando si aprì la porta, iniziarono i problemi: mi prese il panico da palcoscenico. Ovvero, una gran voglia di ridere, al punto che non riuscivo a parlare e facevo cenni disperati a mia zia affinché chiudesse la porta. Lei però non lo fece, quindi dovetti trattenermi e da quel momento in poi tutto andò abbastanza bene.

Mi impressionò la serietà del Gran Visir! Non so come facesse, io trattenevo a stento le risate. Ma riuscii a superare la prova.

Inutile dire che la recita fu un vero successo. I braccianti ci avranno sopportato perché non avevano altra scelta e perché in campagna non c'è molto da fare. Ma immagino che si divertirono molto. Lo facemmo tutti.

Fu davvero un giorno indimenticabile.

Incredibile come si aguzzi l'ingegno quando non ci sono la televisione, i computer e nemmeno l'elettricità!




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