Nonostante i crolli finanziari e gli alti e bassi della vita familiare, tra i ricordi con mio padre custodisco anche cartoline di una commedia domestica esilarante. Ricordo chiaramente un pomeriggio in cui arrivai a casa, probabilmente dopo un'estenuante giornata di studio alla Facoltà di Chimica. Ero già grande, credo che avessi circa vent'anni.
Entrando in cucina, vidi mio padre in piedi davanti al fuoco che mi chiese, con totale naturalezza, se volevo che preparasse un po' di riso da mangiare. Gli risposi di sì e rimasi a osservare la scena: lo vidi prendere una manciata da un barattolo e gettarla con decisione dentro la pentola dell'acqua bollente.
Chiacchierammo un po' mentre il riso cuoceva. Dopo pochi minuti, rimase a fissare il fondo con gli occhi sgranati e, con assoluta serietà, si girò e mi disse una frase incredibile:
— Anabel, guarda! Si è sciolto!
Io lo guardai senza poter credere a quello che sentivo:
— Ma papà, per favore... Come fa il riso a sciogliersi nell'acqua? — ribattei con un sorriso.
Mi avvicinai ai fornelli per ispezionare il fenomeno e, in effetti, nell'acqua bollente non era rimasta assolutamente alcuna traccia. Io, che lo stavo osservando da lontano, avevo visto il movimento della sua mano e avevo pensato con totale certezza che stesse buttando il riso nella pentola. Per questo, quello era un misterio assoluto e sconcertante per la mia testa.
Ma non appena mi avvicinai, guardai il barattolo e mi resi conto della confusione: scoppiai a ridere proprio lì in cucina! L'uomo, nella sua santa distrazione, ci aveva messo una manciata di sale grosso invece del riso...
Logicamente, i cristalli si erano dissolti quasi subito, lasciandolo convinto di aver scoperto una strana anomalia culinaria. Queste piccolo e tenero aneddoto che oggi mi fa sorridere quando lo ricordo e che ritrae il lato più umano, distratto e affettuoso della nostra routine quotidiana.
Nota dell'autrice: Questi brevi frammenti sono stati tradotti dai miei libri originali in spagnolo. Ci sono lettori che amano confrontare le lingue per vedere se riescono a capire, quindi, qualunque sia il motivo...